Gli obiettivi di ricerca del Dipartimento di Scienze dell'Ambiente e della Terra (DISAT) prevedono l'aumento della partecipazione a bandi competitivi nazionali e internazionali. In particolare per il triennio 2023-2025 si prevede di incrementare il numero di bandi competitivi a cui si applica, in linea con il Piano Strategico di Ateneo (Sezione 3.3 del PSA, Capacità di attrarre fondi da bandi di ricerca competitiva). Questo obiettivo sarà monitorato attraverso il Cruscotto della Ricerca di UNIMIB. Si prevede la formazione di una commissione di indirizzo che rafforzi le sinergie inter e multidisciplinari tra i gruppi di ricerca del Dipartimento al fine di migliorare le capacità di stesura di proposte progettuali. Si prevede nel triennio (entro fine 2025) un aumento di almeno il 10% del numero di bandi a cui si applica, dell'indicatore a fine 2025, con monitoraggio intermedio su base annuale.
Per quanto riguarda la definizione dei criteri relativi alla distribuzione delle risorse di personale per il triennio 2023-2025, il DISAT ha formulato 3 principali obiettivi: 1) il primo obiettivo tiene conto del necessario rinnovo generazionale della base dei ricercatori attraverso l’attivazione di posizioni da RTDA, RTDB e RTT. Tale obiettivo riveste un ruolo di grandissima importanza e riguarda il reclutamento di giovani con caratteristiche di eccellenza che sviluppino nuove attività di ricerca e che consolidino le attività di ricerca di base con chiaro riferimento alle tematiche di ricerca proprie del DISAT. 2) il secondo obiettivo tiene in considerazione la necessità di ampliare il numero di PO, reso necessario dalle dimensioni stesse del dipartimento e dallo sviluppo delle sue numerose e complesse attività, anche alla luce del recente pensionamento di 2 PO nel 2022 e dei numerosi pensionamenti previsti nei prossimi anni. Come da delibera del 18-7- 2023 del CdA, a questi criteri generali per la distribuzione di tali posizioni si aggiunge la necessità di raggiungere una più equa distribuzione tra associati e ordinari (PO/(PA + PO)) non superiore al 50%. Infatti, questo rapporto risulta per il DISAT tra i più bassi dell’Ateneo (22%) ed è destinato a diminuire ulteriormente nei prossimi anni. Le molteplici attività del DISAT, comprendenti 6 corsi di laurea, due dottorati di ricerca con più di un centinaio di dottorandi, oltre alla gestione di numerosi progetti nazionali e internazionali, di 70 laboratori, di centri e di piattaforme interdipartimentali richiedono infatti figure di PO adeguate a ricoprire ruoli gestionali nell’interesse non solo del Dipartimento ma dell’Ateneo stesso, partecipando direttamente ai suoi organi. Alcune di queste attività e ruoli di grande importanza sono ancora oggi gestiti grazie alla competenza e totale disponibilità di molti PA, a testimonianza della necessità di ampliare il numero di PO, oggi pari a 13 unità con numerosi pensionamenti nei prossimi anni, eccessivamente ristretto e sbilanciato rispetto al numero di PA (47), per un dipartimento con circa 250 afferenti, dei quali un centinaio di docenti strutturati e una trentina di tecnici. Viene pertanto previsto di bandire fino a 2 posizioni all’anno nel triennio, sulla base delle risorse disponibili. Relativamente alle figure di PA, vista l’attuale numerosità, si è ritenuto opportuno limitarne il numero in programmazione. 3) il terzo obiettivo riguarda lo sviluppo del personale tecnico di laboratorio. Notevole attenzione viene posta anche all’incremento di queste posizioni, di estrema importanza soprattutto nel campo delle attività di ricerca di supporto alla didattica e di terza missione. In questo caso le richieste sono legate primariamente alla sostituzione di prossime cessazioni, al recupero di posizioni in aspettativa e al necessario supporto ad alcune aree prive o rimaste prive di un contributo di tipo tecnico. Resta infine aperta la possibilità di acquisire posizioni (PA/PO) attraverso chiamate dirette di docenti all’estero sostenute dal Ministero e/o dallo stesso Ateneo, purché in linea con le finalità della programmazione prevista nel periodo di interesse.
Criteri generali per l’identificazione delle richieste nei differenti ruoli accademici
Ricercatori di Tipo A
Le posizioni da ricercatore di tipo A bandite su fondi di Ateneo sono rientrate nella Programmazione Didattica e di Ricerca del Dipartimento fino al 2023. La numerosità delle posizioni messe a bando deve tenere presente l’impegno futuro del Dipartimento a sostenere, di norma, altrettante posizioni da RTT. L’obiettivo di questa azione è legato al reclutamento di giovani ricercatori promettenti.
Criteri: essendo tali posizioni prioritarie per la successiva programmazione di posizioni da RTDB e RTT, i criteri per le richieste di queste posizioni sono basate essenzialmente sulle esigenze di ricerca del dipartimento e sulla possibilità di individuare giovani ricercatori decisamente promettenti.
Ricercatori di Tipo B (Fino a giugno 2023)
Le posizioni da ricercatore di tipo B sono di importanza fondamentale per lo sviluppo futuro del Dipartimento stesso, trattandosi di posizioni che nel giro di tre anni si trasformeranno, previa verifica del lavoro svolto, in posizioni da PA, garantendo il necessario rinnovo generazionale dei docenti. È quindi fondamentale garantire un’elevata qualità scientifica dei futuri ricercatori.
Criteri: per quanto riguarda le motivazioni dell’istituzione della posizione, nel primo semestre del 2023 ci si è attenuti alle indicazioni deliberate dal CDA nella seduta di febbraio 2020. Secondo tale delibera la richiesta deve essere formulata sulla base di esigenze di ricerca; l'impegno nella didattica infatti, pur essendo previsto per legge, è pur sempre considerato residuale nella categoria. Oltre a questo criterio generale stabilito dal CdA, si ritiene opportuno prevedere l’impegno didattico, obbligatorio per legge anche per gli RTDB, soprattutto in considerazione del loro futuro passaggio da RTDB a PA.
Ricercatori RTT
Le posizioni da RTT risultano attivabili a partire dal secondo semestre del 2023 e sono di importanza fondamentale per lo sviluppo futuro del Dipartimento stesso, al pari degli RTD, trattandosi di posizioni che a partire dai 3 anni di servizio, possono trasformarsi, previa verifica del lavoro svolto, in posizioni da PA, analogamente agli RTDB, garantendo il necessario rinnovo generazionale dei docenti. È quindi fondamentale garantire un’elevata qualità scientifica dei futuri ricercatori.
Criteri: per quanto riguarda le motivazioni dell’istituzione della posizione, a partire dal secondo semestre del 2023 ci si atterrà alle indicazioni deliberate dal CdA nella seduta del 18 luglio 2023. In accordo con tale delibera la richiesta deve essere formulata sulla base di esigenze di ricerca; l'impegno nella didattica infatti, pur essendo previsto per legge, è pur sempre considerato residuale nella categoria. Oltre a questo criterio generale stabilito dal CdA d’Ateneo, si ritiene comunque opportuno prevedere l’impegno didattico, obbligatorio per legge anche per gli RTT, soprattutto in considerazione del loro futuro passaggio da RTT a PA.
Relativamente all’utilizzo delle risorse, il passaggio dalla posizione di RTDB/RTT a quella di PA richiede 0.2 PORG, che dovranno essere disponibili al momento della fase di valutazione finale (prima dei 3 anni per gli RTDB, almeno 3 anni per gli RTT). Inoltre, per le posizioni da RTDA inserite nella precedente programmazione, il DISAT ha preso l’impegno di garantire la messa a bando di una posizione da RTDB/RTT nel medesimo SSD.
Nell’ambito della programmazione degli RTT, si ricorda che l’Ateneo dovrà rispettare le seguenti regole: le risorse corrispondenti ad almeno un terzo degli importi destinati alla stipula dei contratti per RTT di cui al novellato articolo 24 della Legge n. 240/2010 dovranno essere impegnate a favore di candidati che per almeno trentasei mesi, anche cumulativamente, abbiano frequentato corsi di dottorato di ricerca o svolto attività di ricerca sulla base di formale attribuzione di incarichi, escluse le attività a titolo gratuito, presso altre università o istituti di ricerca, italiani o stranieri. Inoltre, fino al 31 dicembre 2026, in base a quanto disposto dalla normativa vigente, verrà riservata una quota non inferiore al 25% delle risorse destinate alla stipula dei contratti per RTT, ai soggetti che sono, o sono stati, per una durata non inferiore ad un anno, titolari di contratti per RTDA, o ai soggetti che sono stati, per una durata complessiva non inferiore a tre anni, titolari di uno o più assegni di ricerca).
Professori Associati (PA) e Professori Ordinari (PO)
Il reclutamento di professori associati e ordinari con caratteristiche di eccellenza scientifica e di elevata qualità nella didattica è rivolto a soggetti in grado di coprire, soprattutto per quanto riguarda i PO, ruoli gestionali all’interno del Dipartimento e dell’Ateneo, sviluppare progetti interdipartimentali, partecipare a commissioni locali e nazionali di valutazione, nonché a ruoli di responsabilità scientifica e organizzativa a livello nazionale e internazionale.
Criteri: per quanto riguarda le motivazioni dell’istituzione della posizione, ci si attiene alle indicazioni dal CDA nella seduta di febbraio 2020 e ribadite in quella di luglio 2023:
- Professore Associato: la richiesta deve essere formulata per soddisfare, in pari misura, esigenze di didattica e di ricerca;
- Professore Ordinario: la richiesta deve essere formulata per soddisfare esigenze accademico-gestionali, con riferimento alle cariche istituzionali e ai progetti di ricerca e per migliorare le potenzialità attrattive di fondi di ricerca del Dipartimento.
Personale Tecnico Amministrativo
Posizioni specifiche di personale tecnico di laboratorio risultano necessarie per supportare adeguatamente la gestione della strumentazione dei 70 e più laboratori già presenti e in progettazione per la ricerca, la didattica e le attività di terza missione.
Criteri: le priorità per le richieste saranno stabilite sulla base dei seguenti elementi:
- necessità di sostituzione di personale esistente che lascia la posizione (pensionamento, trasferimento, dimissioni);
- importanza delle attrezzature utilizzate, del carico di lavoro e del loro ruolo nella ricerca, didattica e conto terzi numero di utenti.
Le proposte vanno inoltre discusse con il personale tecnico (6 rappresentanti in CdD) e vanno attentamente valutate nell’ambito dei carichi di lavoro e delle competenze già presenti nel dipartimento. È prevista la possibilità di cofinanziare ulteriori figure di tecnico a tempo determinato in caso di specifiche esigenze soprattutto di rilevanza interdipartimentale e con carattere di urgenza.
Reclutamento dei docenti con il PE 2023-2027 TECLA (TErra, Clima e Ambiente)
Le posizioni sono già state definite in fase di presentazione del progetto. I criteri con i quali sono state definite le caratteristiche delle singole posizioni (ruolo e SSD) corrispondono alla necessità di raggiungere gli obiettivi di ricerca legati ai temi del progetto direttamente connessi allo studio degli effetti del climate change. Il monitoraggio delle attività e il raggiungimento degli obiettivi è garantito dagli organi di gestione del progetto.
Criteri specifici per il reclutamento e le progressioni di carriera di singole unità di personale docente
Come primo criterio, le richieste devono mirare a garantire un continuo miglioramento della qualità della ricerca che garantisca di mantenere le posizioni di punta acquisite dal DISAT nell’ambito della VQR e dei progetti di eccellenza, sviluppando nuove linee di ricerca strategiche e rinforzando quelle più promettenti, mantenendo comunque solide le discipline di base.
Si devono altresì tenere conto le necessità dell’offerta formativa alla luce della copertura degli attuali carichi didattici (6 corsi di laurea e supporto ad altri esterni) e degli obiettivi di sviluppo (nuovo corso magistrale sulla sostenibilità) e dell’adeguamento dei corsi esistenti alle richieste del mercato del lavoro.
Altrettanto importante è prevedere l’arruolamento di figure per il potenziamento delle attività di terza missione sotto tutti gli aspetti (ricerca convenzionata, conto terzi, public engagement, sviluppo di spin-off nuovi e/o già esistenti).
Le richieste devono tener conto dei seguenti criteri specifici:
- valutazione della qualità della ricerca e della produttività di possibili candidati (interni ed esterni), tenendo anche conto della loro anzianità nel ruolo e dell’anno di ottenimento dell’ASN.
- capacità di attrarre e gestire di fondi importanti per progetti di ricerca, conto terzi, brevetti e spin-off (soprattutto per PA/PO), nonché rapporti di collaborazione realizzati con prestigiosi enti di ricerca esteri;
- mantenimento di un’equilibrata distribuzione delle risorse tra le differenti aree con forte attenzione all’equilibrio di genere, al turnover in termini di SSD e alla necessità di mantenere sempre attivo il reclutamento di giovani;
- necessità di coprire ruoli gestionali all’interno del dipartimento e dell’Ateneo soprattutto per le figure da PO (direzione, presidenza dei consigli dei corsi di laurea, dottorato, responsabili AQ, ecc.);
- introduzione di nuove linee innovative di ricerca/didattica e consolidamento delle esistenti.
2) Piano Economico
Vengono qui indicati i criteri e le modalità di distribuzione interna delle risorse (fondi di Ateneo o altri fondi); i criteri di distribuzione di eventuali incentivi e premialità per il personale docente, di ricerca e tecnico-amministrativo.
Le principali risorse disponibili a livello dipartimentale sono le seguenti: Dotazione ordinaria del Dipartimento, Potenziamento della didattica, Fondo attrezzature inventariabili per la didattica (Scuola di Scienze), Fondo d’Ateneo (FA), premialità PE 2023-2027 TECLA
La dotazione ordinaria del Dipartimento viene suddivisa in differenti voci di previsione secondo le indicazioni d’Ateneo per la gestione delle spese ordinarie del dipartimento nel settembre/ottobre di ogni anno con delibera del consiglio di dipartimento (Materiali di consumo per laboratori, Manutenzione ordinaria e riparazioni di apparecchiature, Manutenzione automezzi, Altre prestazioni e servizi da terzi, cancelleria, noleggi e spese accessorie, Materiali di consumo per laboratori (ricerca) Attrezzature informatiche, Attrezzature tecnico- scientifiche).
Per il mantenimento e il potenziamento dei laboratori (punto specifico) sono stati fatti investimenti in passato e mantenuti in futuro, a seconda della disponibilità economica, aprendo delle chiamate interne raccolte dalle 3 principali aree del dipartimento per il rinnovo e l’integrazione delle apparecchiature scientifiche dei laboratori con un costo variabile tra i 5.000 e i 50.000 euro. I criteri di selezione sono basati sulla necessità di mettere in sicurezza i laboratori, sull’importanza strategica degli stessi e sul numero di utenti delle attrezzature. Le richieste sono coordinate dalla giunta. Contributi finanziari per queste operazioni importanti sono forniti anche attraverso fondi personali e fondi del Progetto di Eccellenza.
Il fondo per il potenziamento della didattica destinato ai 6 corsi di studio gestiti dal DISAT viene suddiviso in modo analogo. Integrazioni del fondo di potenziamento didattico vengono effettuate attraverso variazioni del bilancio approvate nei consigli su specifica richiesta da parte dei consigli dei corsi di laurea, previa presentazione di bilanci di previsione di spesa. Tali integrazioni si rendono necessarie a causa delle elevate spese per la gestione delle attività didattiche legate alle numerose attività di terreno che contraddistinguono in particolare 5 dei corsi di laurea del DISAT, per sostenere le spese di laboratorio e per le attività di tutoraggio. Il tutto è finalizzato a mantenere un’elevata qualità della didattica. Secondo quanto indicato negli obiettivi specifici del PTD e del PSA.
Relativamente al fondo per le attrezzature inventariabili per la didattica della Scuola di Scienze, i consigli dei corsi di laurea afferenti al DISAT formulano ogni anno richieste relative al solo materiale inventariabile, commisurate alle disponibilità del fondo stesso. I criteri per la formulazione delle richieste sono basati sulle necessità di ammodernare le strutture didattiche dei singoli corsi attraverso l’acquisizione di strumentazioni il più possibile di uso comune, tenendo sempre inconsiderazione criteri di rotazione tra le differenti discipline.
Il Fondo d’Ateneo (FA) destinato al DISAT viene distribuito su base premiale ai docenti, sulla base dei criteri proposti dalla commissione AQ ricerca dipartimentale e deliberati in consiglio.
Premialità PE 2023-2027 27 TECLA
Nel PE è prevista una quota relativa alla premialità per il PTA legata allo svolgimento di determinate attività sia interne che esterne al DISAT, stabilite dal Management Board del progetto. Gli incentivi saranno destinati interamente al personale tecnico e amministrativo previa assegnazione di incarichi aggiuntivi e chiara individuazione delle ore destinate per supporto ad attività di ricerca, didattiche e gestionali.
I criteri previsti per valutare le attività e quantificare la quota di premialità sono i seguenti:
- tempo dedicato alle attività,
- specificità del compito e livello di responsabilità assunta,
- attività diversa da quelle condotte abitualmente.
Il sistema di valutazione della premialità è basato sull’esperienza del PE precedente, risultando pienamente idoneo e verrà utilizzato anche per la valutazione delle attività svolte dal 2023 al 2025.
Gli incentivi saranno basati sulla misurazione dei risultati ottenuti, valorizzando il merito di chi contribuirà specificamente al conseguimento degli obiettivi previsti. Alla fine di ogni anno verrà redatta dal Project Manager una relazione analitica che illustrerà gli obiettivi assegnati al personale, le attività effettivamente svolte, e la percentuale di raggiungimento degli obiettivi prefissati. Il Monitoring Committee determinerà di conseguenza l’incentivo economico da corrispondere a ogni unità di personale.
RTDA e Assegni di ricerca (AR)
Fino al 2022 l’Ateneo ha messo a disposizione importanti finanziamenti per RTDA e AR, la cui destinazione veniva deliberata dal dipartimento sulla base della programmazione. Non essendo più disponibili questi fondi, il DISAT ha deciso di utilizzare i fondi residui per completare la programmazione delle posizioni da RTDA.
L’attribuzione degli assegni è basata su vari criteri che tengono in considerazione l’interesse scientifico del progetto presentato nei confronti delle principali linee di ricerca dipartimentali, la produttività scientifica dei richiedenti, un criterio di turnazione tra le aree e i richiedenti stessi, attentamente monitorato dalla giunta, l’eventuale presenza di candidati validi e l’esistenza di fondi a disposizione per la realizzazione del progetto stesso. La richiesta di attivazione di un assegno può essere fatta da PO, PA e RTDB purché sia stata prima presentata, discussa e approvata dall’area di riferimento. Si auspica che tali fondi vengano nuovamente assegnati anche in futuro per le nuove forme giuridiche previste (contratti di ricerca). Tutte le informazioni sono rese pubbliche e deliberate nell’ambito dei CdD e archiviate in un sito accessibile a tutti componenti del DISAT.